Florinda Balli

 

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 Florinda Balli

www.mutamenti.net

Mutamenti invita al cambiamento profondo e radicale attraverso la conoscenza

delle dimensioni, interiori o esteriori, alle quali solitamente non

prestiamo attenzione e che la scienza moderna comincia a (ri)scoprire.

balli.florinda@bluewin.ch

 

Connettersi con lo spirito, oltre lo spazio-tempo

 

          Le esperienze traumatiche e gli imput negativi generano delle strutture energetiche che condizionano il comportamento dell’essere umano, imprigionandolo e impedendogli il contatto con lo spirito. Il dottor Gaetano Conforto, medico e terapeuta quantistico, commenta  per noi alcuni punti del suo libro “La Medicina della Luce”.

          Il suo concetto di medicina si basa sui principi della fisica quantistica. È interessante notare che, nonostante questo tipo di fisica sia nata molti anni fa, il suo impatto sul modo di pensare comune comincia a farsi sentire solo ora.

          Infatti. La fisica quantistica è nata negli anni Venti. Uno dei suoi grandi iniziatori è stato Einstein e un altro è stato Plank, con la sua scoperta secondo cui l’energia non si diffonde in modo continuo ma a “pacchetti”. Questi “pacchetti”  sono stati chiamati “quanti”, dando così il nome alla fisica quantistica.

 

         I fenomeni legati alla fisica quantistica avvengono secondo una logica molto diversa da quella abituale,  in quanto avvengono in ciò che lei chiama la non-località. Che cosa intende per questo?

          Non-località significa fuori dallo spazio, e di conseguenza fuori anche dal tempo. Nella non-località avvengono molti fenomeni interessanti. Nel libro Power versus Force lo psichiatra David Hawkins sottolinea che una persona positiva, che vede le cose in modo positivo, senza giudicare, controbilancia la negatività di novantamila persone.

 

          Ma come può avvenire questo?

          È ovvio che non si tratta di un contatto diretto tra quella persona e le altre novantamila. Il fenomeno è molto più sottile. Mettiamo che io, incontrando una persona - invece di criticarla come facciamo di solito - ne apprezzi la luce, la bellezza; questa positività si diffonderà in quella dimensione dove non esistono né il  tempo né lo spazio e potrà toccare altre novantamila persone.

 

          Quindi la positività è più forte della negatività?

          Certamente. Nella mia scuola di vita insegno che essere positivi è uno dei modi per raggiungere la libertà di coscienza. Vorrei però sottolineare che non si tratta di pensiero positivo. Il metodo del pensiero positivo consiste nel ripetere una serie di frasi con le quali il soggetto si autoipnotizza e si influenza. È come nascondere la polvere sotto il tappeto: anche se non si vede, c’è sempre.

          La positività invece è una trasformazione della persona.

 

          Infatti il pensiero positivo non può agire sull’inconscio.

          Personalmente non faccio distinzioni fra conscio e inconscio…

 

          Come mai?

          Ho cercato di capire che cosa  fossero e dove si situassero i blocchi dell’uomo. Ho pregato per arrivare a questa comprensione. Ho lavorato sui miei blocchi e anche su quelli degli altri, perché sono medico farmacologo e ho interesse a far  stare bene gli altri oltre che me stesso. Questo cammino mi ha portato ad approfondire la fisica quantistica e a studiarne i principi nell’ambito delle relazioni, delle sincronicità, delle guarigioni e del sociale. Sono arrivato così alla Terapia Quantistica Emozionale. Si tratta di un metodo del tutto sconosciuto che ancora oggi mi riserva continue scoperte. Nel corso di queste ricerche ho capito che la mente è uno strumento importante, ma che il più delle volte non viene usata correttamente.

 

Perché?

          Perché la mente, invece di essere al servizio dello spirito, diventa strumento di strutture che chiamo particelle emozionali. La particella emozionale è un’esperienza vissuta in passato che viene praticamente collassata nel nostro corpo sotto forma di struttura energetica. Questa struttura, negli anni, è in grado si sfasare il nostro corpo, pilotando il nostro comportamento e annullando il contatto con lo spirito. Quando la mente ha anche una sola particella in azione, si stacca dallo spirito e agisce secondo i canoni della particella. Le particelle trasmettono informazioni nel mondo non-locale e queste informazioni attirano elementi di vita, elementi spazio-temporali che richiamano gli stessi contenuti delle particelle.

 

Potrebbe fare un esempio?

          Se una persona ha una, o più particelle di abbandono perché nell’infanzia ha vissuto l’esperienza dell’asilo come abbandono, o perché è stata messa in collegio e ha sentito questa esperienza come un abbandono, questa persona è rovinata a vita.

 

In che modo?

          Prima di tutto la  particella non se ne andrà più e inoltre attirerà persone o situazioni di vita che porteranno sempre all’abbandono. Nel corso delle mie ricerche ho intuito l’esistenza di queste strutture energetiche, e ho pregato perché mi venisse suggerito un metodo per rimediare. Per questo posso dire che le distinzioni tra conscio e inconscio non mi interessano più. Il sistema è molto semplice: io aiuto la persona a liberarsi dalla particella e questa scompare, trasformando radicalmente la vita del soggetto.

 

Non basta rivivere l’esperienza, capirla?

          No, perché quando si rivive l’esperienza a un livello mentale, la particella diventa più pesante, affonda di più. Può sembrare che uno abbia elaborato il trauma, che lo abbia superato, ma in realtà non è così.

 

Come avviene la cura secondo la Terapia Quantistica Emozionale?

          Dobbiamo tener presente che la memoria olistica copre qualsiasi momento della vita di una persona, per cui questa può sintonizzarsi con facilità anche sulla primissima infanzia, o addirittura  sui mesi prima della nascita. A questo punto la particella viene a galla e la persona rivive l’esperienza. Mentre la rivive, possiamo analizzarla insieme. Si tratta di un lavoro completo che coinvolge sia l’emisfero destro del cervello che quello sinistro, ossia anche la parte razionale. Una volta eliminata la particella, avviene una fuoriuscita di energia divina che un mio paziente sensitivo ha visto proprio come un turbine. A questo punto la parte spirituale può finalmente esprimersi e la persona comincia a trasformarsi; non è più il bambino, o l’adolescente bloccato sul suo trauma, ma diventa uno spirito e comincia a perdonare e a capire che quell’esperienza gli serviva per crescere, per rafforzarsi. Quindi i genitori che lo hanno abbandonato erano una pedina cosmica che inconsapevolmente servivano proprio per quello scopo.

 

Quante sedute sono necessarie per eliminare una particella emozionale?

          Solitamente poche: tre o quattro, a volte addirittura una sola, quando la persona è aperta e si fida e la particella può  venire a galla facilmente. Una volta eliminata la particella, ossia la trasmittente che attira gli eventi, la vita della persona si trasforma spontaneamente. A volte invece, lo spirito vuole che le cose avvengano in modo progressivo per l’equilibrio della persona. Io prima di una seduta prego sempre e metto anche le condizioni affinché possiamo entrare in una situazione di non-località, perché altrimenti ci vorrebbero mesi e mesi per far salire a galla un’esperienza lontana nel tempo.

 

E la persona stessa non deve fare nulla?

          Per un mese dovrà riascoltare tutti i giorni la registrazione della seduta. Questo al fine di ricostruire i circuiti neuronali, eliminando quindi le informazioni legate alla particella che condizionano il suo comportamento e le sue reazioni.

 

Ritornando all’esempio della persona con la particella dell’abbandono, in che modo cambierà il suo comportamento?

          Smetterà, per esempio, di attaccarsi agli altri, come fa chi ha paura dell’abbandono. Smetterà di comportarsi in modo adulatorio per timore di essere abbandonata. Ma questa è solo una parte del lavoro legato alla libertà di coscienza, ci sono altri esercizi, altre tecniche che permettono di vivere meglio il rapporto con gli altri, con il lavoro, con i soldi, perché tutto è spirito.

 

Poniamo che io desideri fortemente qualcosa, che so: un pianoforte a coda. Come posso fare in modo che arriva con mezzi spirituali.

          Arriverà se è desiderato con il cuore e non con la mente. Certo, il desiderio del pianoforte può essere dettato da una particella. A questo punto posso fare sacrifici per comprare il pianoforte, oppure decidere di comprarlo a rate…  Ma in realtà quei soldi avrei fatto meglio a utilizzarli in altro modo. Se invece il pianoforte lo desidero perché lo suono, perché la musica mi trasporta fuori dallo spazio-tempo, allora il pianoforte arriverà se riuscirò a superare i miei blocchi energetici.

 

E quali potrebbero essere questi blocchi?

          Potrebbero essere molti: ad esempio la convinzione di non meritare, o i sensi di colpa, o il sentirsi separati dagli altri, o ancora un comportamento non in accordo con lo spirito in un certo ambito della vita. Il movimento dei soldi è in relazione al movimento spirituale.

 

Ma se io i soldi li ottenessi con in imbroglio?

          Quella non è libertà spirituale,  è imprigionarsi ancora di più. Il pianoforte, ossia il desiderio materiale deve servire a trasformarsi.

 

Nel suo libro lei parla di un essere chiamato il dragone. Si tratta dell’ego?

          No. L’Ego e il Dragone sono costituiti dall’insieme delle particelle. L’ego è quello che conosciamo, ma il dragone è il suo maestro. Quando una persona è cattiva, quella è opera del dragone; quando fa il male per il gusto di fare del male, quella è opera del dragone. L’ego è suddito del dragone. L’insieme delle particelle sono l’ego e il dragone. Sono loro che, quando entrano nella mente, ti dicono che cosa devi fare, dove devi andare, che cosa devi o non devi mangiare. In pratica quando due persone si incontrano, se non interviene la luce spirituale, sono due dragoni che si incontrano.

 

Il dragone si può in qualche modo collegare al cervello rettiliano?

          La mente non è nel cervello. La mente si trova nella zona quantistica e usa la materia, ma non è nella materia. Io posso avere delle particelle nel cervello rettiliano e si manifesteranno come istinti. Ma quando eliminerò le particelle, io non avrò più quegli istinti. Ma posso avere delle particelle  nel collo e si manifesteranno, ad esempio, come tiroidite. Perché le particelle alterano anche il corpo. Se fossimo connessi con lo spirito la malattia non esisterebbe.

 

Lei ha sottolineato più volte che spiritualità e religione non sono la stessa cosa…

          Infatti non lo sono. Una volta ho letto la seguente storia: poniamo che ci sia un ponte oltre i quale c’è Dio, il Giardino dell’Eden. Le religioni si fermano al ponte. La religione separa e qualsiasi cosa separi è al servizio del dragone. Solo ciò che unisce è legato allo spirito. Dobbiamo tenerlo presente quando facciamo una scelta: chiediamoci se unisce o se separa.

 

Ma quando ci liberiamo dalle particelle, il dragone sparisce?

Elimiando le particelle noi togliamo potere al dragone. Ma il dragone è la nostra ombra e quindi non è del tutto negativo. Il dragone ci smaschera e sta a noi utilizzare i nostri punti deboli per trascenderli e superarli. Se non ci fosse il dragone noi saremmo come Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden, beati e felici, ma senza nessuna crescita individuale. Una volta che abbiamo eliminato le particelle e che ci siamo connessi allo spirito, il dragone non sparisce ma non ci condiziona più. 

 

 

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