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Mutamenti invita al cambiamento profondo e radicale attraverso la conoscenza delle dimensioni, interiori o esteriori, alle quali solitamente non prestiamo attenzione e che la scienza moderna comincia a (ri)scoprire.
Connettersi
con lo spirito, oltre lo spazio-tempo Le esperienze traumatiche e
gli imput negativi generano delle strutture energetiche che condizionano il
comportamento dell’essere umano, imprigionandolo e impedendogli il contatto con
lo spirito. Il dottor Gaetano Conforto, medico e terapeuta quantistico,
commenta per noi alcuni punti del suo
libro “La Medicina della Luce”. Il suo concetto di medicina si
basa sui principi della fisica quantistica. È interessante notare che,
nonostante questo tipo di fisica sia nata molti anni fa, il suo impatto sul
modo di pensare comune comincia a farsi sentire solo ora. Infatti. La fisica quantistica è nata negli anni Venti. Uno
dei suoi grandi iniziatori è stato Einstein e un altro è stato Plank, con la
sua scoperta secondo cui l’energia non si diffonde in modo continuo ma a
“pacchetti”. Questi “pacchetti” sono
stati chiamati “quanti”, dando così il nome alla fisica quantistica. I fenomeni legati alla fisica
quantistica avvengono secondo una logica molto diversa da quella abituale, in quanto avvengono in ciò che lei chiama la
non-località. Che cosa intende per questo? Non-località significa fuori dallo spazio, e di conseguenza
fuori anche dal tempo. Nella non-località avvengono molti fenomeni
interessanti. Nel libro Power versus
Force lo psichiatra David Hawkins sottolinea che una persona positiva, che
vede le cose in modo positivo, senza giudicare, controbilancia la negatività di
novantamila persone. Ma come può avvenire questo? È ovvio che non si tratta di un contatto diretto tra quella
persona e le altre novantamila. Il fenomeno è molto più sottile. Mettiamo che
io, incontrando una persona - invece di criticarla come facciamo di solito - ne
apprezzi la luce, la bellezza; questa positività si diffonderà in quella dimensione
dove non esistono né il tempo né lo
spazio e potrà toccare altre novantamila persone. Quindi la positività è più
forte della negatività? Certamente. Nella mia scuola di vita insegno che essere
positivi è uno dei modi per raggiungere la libertà di coscienza. Vorrei però
sottolineare che non si tratta di pensiero positivo. Il metodo del pensiero
positivo consiste nel ripetere una serie di frasi con le quali il soggetto si
autoipnotizza e si influenza. È come nascondere la polvere sotto il tappeto:
anche se non si vede, c’è sempre. La positività invece è una trasformazione della persona. Infatti il pensiero positivo
non può agire sull’inconscio. Personalmente non faccio distinzioni fra conscio e
inconscio… Come mai? Ho cercato di capire che cosa fossero e dove si situassero i blocchi
dell’uomo. Ho pregato per arrivare a questa comprensione. Ho lavorato sui miei
blocchi e anche su quelli degli altri, perché sono medico farmacologo e ho
interesse a far stare bene gli altri
oltre che me stesso. Questo cammino mi ha portato ad approfondire la fisica
quantistica e a studiarne i principi nell’ambito delle relazioni, delle
sincronicità, delle guarigioni e del sociale. Sono arrivato così alla Terapia
Quantistica Emozionale. Si tratta di un metodo del tutto sconosciuto che ancora
oggi mi riserva continue scoperte. Nel corso di queste ricerche ho capito che
la mente è uno strumento importante, ma che il più delle volte non viene usata
correttamente. Perché? Perché la mente, invece di essere al servizio dello spirito,
diventa strumento di strutture che chiamo particelle emozionali. La particella
emozionale è un’esperienza vissuta in passato che viene praticamente collassata
nel nostro corpo sotto forma di struttura energetica. Questa struttura, negli
anni, è in grado si sfasare il nostro corpo, pilotando il nostro comportamento
e annullando il contatto con lo spirito. Quando la mente ha anche una sola
particella in azione, si stacca dallo spirito e agisce secondo i canoni della
particella. Le particelle trasmettono informazioni nel mondo non-locale e
queste informazioni attirano elementi di vita, elementi spazio-temporali che
richiamano gli stessi contenuti delle particelle. Potrebbe fare un esempio? Se una persona ha una, o più particelle di abbandono perché
nell’infanzia ha vissuto l’esperienza dell’asilo come abbandono, o perché è
stata messa in collegio e ha sentito questa esperienza come un abbandono,
questa persona è rovinata a vita. In che modo? Prima di tutto la
particella non se ne andrà più e inoltre attirerà persone o situazioni
di vita che porteranno sempre all’abbandono. Nel corso delle mie ricerche ho
intuito l’esistenza di queste strutture energetiche, e ho pregato perché mi
venisse suggerito un metodo per rimediare. Per questo posso dire che le
distinzioni tra conscio e inconscio non mi interessano più. Il sistema è molto
semplice: io aiuto la persona a liberarsi dalla particella e questa scompare,
trasformando radicalmente la vita del soggetto. Non basta rivivere
l’esperienza, capirla? No, perché quando si rivive l’esperienza a un livello
mentale, la particella diventa più pesante, affonda di più. Può sembrare che
uno abbia elaborato il trauma, che lo abbia superato, ma in realtà non è così. Come avviene la cura secondo
la Terapia Quantistica Emozionale? Dobbiamo tener presente che la memoria olistica copre
qualsiasi momento della vita di una persona, per cui questa può sintonizzarsi
con facilità anche sulla primissima infanzia, o addirittura sui mesi prima della nascita. A questo punto
la particella viene a galla e la persona rivive l’esperienza. Mentre la rivive,
possiamo analizzarla insieme. Si tratta di un lavoro completo che coinvolge sia
l’emisfero destro del cervello che quello sinistro, ossia anche la parte
razionale. Una volta eliminata la particella, avviene una fuoriuscita di
energia divina che un mio paziente sensitivo ha visto proprio come un turbine.
A questo punto la parte spirituale può finalmente esprimersi e la persona
comincia a trasformarsi; non è più il bambino, o l’adolescente bloccato sul suo
trauma, ma diventa uno spirito e comincia a perdonare e a capire che
quell’esperienza gli serviva per crescere, per rafforzarsi. Quindi i genitori
che lo hanno abbandonato erano una pedina cosmica che inconsapevolmente
servivano proprio per quello scopo. Quante sedute sono necessarie
per eliminare una particella emozionale? Solitamente poche: tre o quattro, a volte addirittura una
sola, quando la persona è aperta e si fida e la particella può venire a galla facilmente. Una volta eliminata
la particella, ossia la trasmittente che attira gli eventi, la vita della
persona si trasforma spontaneamente. A volte invece, lo spirito vuole che le
cose avvengano in modo progressivo per l’equilibrio della persona. Io prima di
una seduta prego sempre e metto anche le condizioni affinché possiamo entrare
in una situazione di non-località, perché altrimenti ci vorrebbero mesi e mesi
per far salire a galla un’esperienza lontana nel tempo. E la persona stessa non deve
fare nulla? Per un mese dovrà riascoltare tutti i giorni la
registrazione della seduta. Questo al fine di ricostruire i circuiti neuronali,
eliminando quindi le informazioni legate alla particella che condizionano il
suo comportamento e le sue reazioni. Ritornando all’esempio della
persona con la particella dell’abbandono, in che modo cambierà il suo
comportamento? Smetterà, per esempio, di attaccarsi agli altri, come fa chi
ha paura dell’abbandono. Smetterà di comportarsi in modo adulatorio per timore
di essere abbandonata. Ma questa è solo una parte del lavoro legato alla
libertà di coscienza, ci sono altri esercizi, altre tecniche che permettono di
vivere meglio il rapporto con gli altri, con il lavoro, con i soldi, perché
tutto è spirito. Poniamo che io desideri
fortemente qualcosa, che so: un pianoforte a coda. Come posso fare in modo che
arriva con mezzi spirituali. Arriverà se è desiderato con il cuore e non con la mente.
Certo, il desiderio del pianoforte può essere dettato da una particella. A
questo punto posso fare sacrifici per comprare il pianoforte, oppure decidere
di comprarlo a rate… Ma in realtà quei
soldi avrei fatto meglio a utilizzarli in altro modo. Se invece il pianoforte
lo desidero perché lo suono, perché la musica mi trasporta fuori dallo
spazio-tempo, allora il pianoforte arriverà se riuscirò a superare i miei
blocchi energetici. E quali potrebbero essere
questi blocchi? Potrebbero essere molti: ad esempio la convinzione di non
meritare, o i sensi di colpa, o il sentirsi separati dagli altri, o ancora un
comportamento non in accordo con lo spirito in un certo ambito della vita. Il
movimento dei soldi è in relazione al movimento spirituale. Ma se io i soldi li ottenessi
con in imbroglio? Quella non è libertà spirituale, è imprigionarsi ancora di più. Il pianoforte,
ossia il desiderio materiale deve servire a trasformarsi. Nel suo libro lei parla di un
essere chiamato il dragone. Si tratta dell’ego? No. L’Ego e il Dragone sono costituiti dall’insieme delle
particelle. L’ego è quello che conosciamo, ma il dragone è il suo maestro.
Quando una persona è cattiva, quella è opera del dragone; quando fa il male per
il gusto di fare del male, quella è opera del dragone. L’ego è suddito del
dragone. L’insieme delle particelle sono l’ego e il dragone. Sono loro che, quando
entrano nella mente, ti dicono che cosa devi fare, dove devi andare, che cosa
devi o non devi mangiare. In pratica quando due persone si incontrano, se non
interviene la luce spirituale, sono due dragoni che si incontrano. Il dragone si può in qualche modo
collegare al cervello rettiliano? La mente non è nel cervello. La mente si trova nella zona
quantistica e usa la materia, ma non è nella materia. Io posso avere delle
particelle nel cervello rettiliano e si manifesteranno come istinti. Ma quando
eliminerò le particelle, io non avrò più quegli istinti. Ma posso avere delle
particelle nel collo e si
manifesteranno, ad esempio, come tiroidite. Perché le particelle alterano anche
il corpo. Se fossimo connessi con lo spirito la malattia non esisterebbe. Lei ha sottolineato più volte
che spiritualità e religione non sono la stessa cosa… Infatti non lo sono. Una volta ho letto la seguente storia:
poniamo che ci sia un ponte oltre i quale c’è Dio, il Giardino dell’Eden. Le
religioni si fermano al ponte. La religione separa e qualsiasi cosa separi è al
servizio del dragone. Solo ciò che unisce è legato allo spirito. Dobbiamo
tenerlo presente quando facciamo una scelta: chiediamoci se unisce o se separa.
Ma quando ci liberiamo dalle
particelle, il dragone sparisce? Elimiando le particelle noi togliamo potere al dragone. Ma
il dragone è la nostra ombra e quindi non è del tutto negativo. Il dragone ci
smaschera e sta a noi utilizzare i nostri punti deboli per trascenderli e
superarli. Se non ci fosse il dragone noi saremmo come Adamo ed Eva nel
Giardino dell’Eden, beati e felici, ma senza nessuna crescita individuale. Una
volta che abbiamo eliminato le particelle e che ci siamo connessi allo spirito,
il dragone non sparisce ma non ci condiziona più.
Trovate MP3 e video sull'argomento sui siti: www.quantumedicine.com/nuovofile45.html |
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